mag 10

Referendum del 12-13 Giugno 2011

Fonte: Guardiamoci Le Spalle

Salve a Tutti,

in una giornata in cui non si parla d’altro che della Beatificazione di Giovanni Paolo II, del Matrimonio di William e Kate ed infine (ma assolutamente non meno importante) della morte di Osama Bin Laden ho deciso di parlare di un tema che dovremo affrontare nelle prossime settimane: Il Referendum del 12 e 13 Giugno.

Andiamo con ordine, il referendum dovrebbe (condizionale d’obbligo di questi tempi) affrontare le seguenti tematiche:

1- Legittimo Impedimento: “Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante “disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?”

2- Referendum sul Nucleare: “Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare?”

3- Privatizzazione dell’Acqua: “Volete voi che sia abrogato l’art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall’art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” e dall’art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea” convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?”.

4- Privatizzazione dell’acqua 2: “Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?”

Davanti a questi questiti, COSA FARE?

Innanzitutto consideriamo che trattasi di referendum ABROGATIVI, ovvero in cui votando NO si mantiene la legge (o decreto legge) così com’è mentre votando SI’ si toglie la legge.

1- Legittimo Impedimento: Votando SI’ abroghiamo (cancelliamo ecc.) la legge per la quale l’imputato ha la facoltà di non presentarsi in aula durante un processo. Ovviamente ad oggi ne possono godere il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri per assicurargli un “sereno svolgimento delle funzioni attribuite dalla Costituzione e dalla legge”.

2- Referendum sul Nucleare: Il più semplice; votando SI’ abroghiamo la norma per la realizzazione sul territorio nazionale di impianti di produzione nucleare. Tema molto caldo dopo i recenti avvenimnti in Giappone.

3- Privatizzazione dell’Acqua: Votando SI’ abroghiamo la norma che costringe le aziende pubbliche a dismettere buona parte del loro capitale a favore dei privati entro il 2011. In sintesi ritenendo l’ACQUA un diritto umano universale la si vuole far ridiventare di TUTTI. Girovangando in rete ho scoperto alcune cose interessanti riguardo alla privatizzazione dell’acqua, per la quale vi sono troppi interessi con un unico fine, il DENARO.

4- Privatizzazione dell’acqua 2: Si parla sempre di acqua, ma stavolta il voto è relativo solamente ad una parte della norma. Sinceramente mi sono andato a guardare il comma 1 dell’art. 154 del D.Lgs. del 3 Aprile 2006 (che casino!), e capisco che sulla frase “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito” qualcuno potrebbe “marciarci” sopra. In tutti i casi Votando SI’ abrogherete parzialmente anche questa norma.

Spero di averVi riordinato un pò le idee in vista del prossimo Referendum, per il quale invito TUTTI a partecipare poichè il voto sarà nullo se non si raggiungeranno i canonici 50% + 1 dei Voti.

Fonte: Guardiamoci Le Spalle

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mag 09

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ott 12

Cessione del Quinto dello Stipendio

Fonte: Guardiamoci Le Spalle

Salve a Tutti,

come preannunciato in questo articolo del 9 Settembre, oggi parleremo di un’altra forma di credito sempre più diffusa: la Cessione del Quinto dello Stipendio.

Da Wikipedia

La Cessione del Quinto dello Stipendio è una particolare tipologia di prestito personale da estinguersi con cessione di quote dello stipendio o salario fino al quinto dell’ammontare dell’emolumento valutato al netto di ritenute.
Cenni storici: Il prestito tramite Cessione del Quinto di Stipendio nasce addirittura con l’Unita’ d’Italia (1861) per volontà del Re Vittorio Emanuele II per concedere dei privilegi ai dipendenti dello Stato. L’attuale regolamentazione del prestito Cessione del Quinto è stata introdotta con i DPR 180/1950 e 895/1950

Le caratteristiche di questo forma di credito sono le medesime:

Il nome Cessione del Quinto di Stipendio deriva dal fatto che l’importo massimo della rata di rimborso del prestito non può superare il valore di 1/5 (cioè il 20%) dello stipendio mensile netto continuativo. La durata massima consentita è di 120 mesi e la minima abitualmente non e’ inferiore ai 24 mesi.

In sintesi, un prestito applicato direttamente sulla busta paga (o pensione), in cui bisogna considerare voci già analizzate in passato: ovvero Tan, Isc, commissioni di incasso rata, costo polizza ecc.

Tuttavia, osservando diverse società che offrono tale servizio ho avuto modo di constatare che la Cessione del V è mediamente più onerosa di un normale prestito personale al consumo, per i seguenti motivi:

1- La Commissione di incasso rata è solitamente superiore ai 4-5 euro, questo perchè è il datore di lavoro che deve versare la quota mensile, solitamente con un bonifico.

2- Per Legge (il D.P.R. 180/50) l’ente erogante deve stipulare una polizza per premorienza e perdita di lavoro del contraente, questo per tutelare l’istituto di credito e gli eredi.

3- Quindi, anche se apparentemente il Tasso di interesse risulta competitivo, il costo finale dell’operazione è nettamente più alto rispetto ad un prestito personale.

Ma allora, perchè un consumatore dovrebbe scegliere questo tipo di operazione?

Semplice, per la Garanzia che offre questo strumento finanziario: il TFR (Trattamento di Fine Rapporto).
Non è un caso che possano sottoscriverlo anche soggetti che abbiano avuto insolvenze o protesti.
Senza contare che per legge non bisogna inserire firme di garanzie.

Conclusioni:

ritengo che sia una forma di credito da utilizzare solo in casi eccezionali (insolvenze passate; protesti; mancanza di garanti ecc.) poichè scarsamente competitivo dal punto di vista dei costi.
Tuttavia negli ultimi anni (causa Crisi) ha visto sempre più aumentare la richiesta di tale servizio.

Fonte: Guardiamoci Le Spalle

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set 22

Finte Vendite su Internet

Fonte: Guardiamoci Le Spalle

Salve a Tutti,

continuando la consueta rubrica di questi giorni, oggi parleremo delle finte vendite su internet.

Partendo dal presupposto che se gli acquisti on-line hanno creato reti di vendita assolutamente affidabili ed estremamente comode hanno anche generato un volume d’affari enorme, nel quale (tanto per cambiare!) sono presenti anche i soliti malfattori che giorno dopo giorno si ingegnano per imbrogliare il prossimo.
Tali episodi si verificano quasi esclusivamente su siti di annunci, siti di aste e su siti e-commerce.

Il modus operandi è sempre lo stesso, la mancata spedizione.

1A- L’acquirente trova su un sito di aste (es. eBay) un prodotto interessante ed assolutamente conveniente

2A- L’acquirente si aggiudica l’oggetto e decide di saldare il venditore mediante carta di credito, bonifico, paypal ecc.

3A- Dopo aver effettuato il pagamento l’oggetto non verrà mai spedito e se inzialmente il venditore (truffatore) si rendeva sempre reperibile incolpando il corriere della mancata consegna (per prendere tempo per eventualmente chiudere conti correnti, conti Paypal ecc.) alla prima richiesta di rimborso non avremo alcuna notizia, ed del presunto venditore non ci sarà alcuna traccia.
Quindi il consiglio è sempre quello di farsi dare il Track-Number, codice con il quale è possibile visualizzare in tempo reale lo stato del pacco sul sito del Corriere Espresso. Non è tanto ma meglio di nulla (in tutti i casi potrebbero avervi spedito dell’altra merce)

Come fare per evitare tali “raggiri”:

1B- Reputazione del sito che intendiamo utilizzare:
bisogna valutare con attenzione la piattaforma che dobbiamo utilizzare per fare un acquisto, vi è differenza tra i siti di aste rispetto a quelli di annunci o addirittura dai siti di e-commerce, in tutti i casi fare una piccola ricerca on-line non ci farà male

2B- Reputazione dei venditori:
quando si acquista sui siti di aste i venditori hanno un punteggio che li contraddistingue in base alle transazioni fatte in passato. Prestare particolare attenzione anche ai soggetti che sembrano avere un buon punteggio ma che in realtà se lo sono creato eseguendo false transazioni (vi è sempre la possibilità di entrare nel dettaglio di ogni singola transazione)

3B- Siti di e-commece:
Quando si acquista sui siti di e-commerce non conosciuti prestare massima attenzione laddove non vi è la possibilità di acquistare la merce in contrassegno

Ci hanno “raggirato”!:

Qualora dovesse accadere una situazione del genere le strade da seguire sarebbero poche ed ognuna collegato ala tipo di pagamento fatto, andiamo con ordine:

1- Pagamento eseguito mediante bonifico bancario:
potete richiede presso il Vostro istituto di credito il “richiamo” del bonifico nell’arco di pochissimi giorni (quindi attenzione a non perdere tempo, vedi punto 3A). Possono chiederVi la denuncia presso le Forze dell’Ordine.

2- Pagamento eseguito mediante Carta di Credito:
potete “contestare” il movimento, che sarà inizialmente addebitato e poi (salvo imprevisti) stornato dal Vostro istituto di credito. Generalmente si può effettuare questa operazione nell’arco di 60 giorni. Possono chiederVi la denuncia presso le Forze dell’Ordine.

Altri mezzi di pagamento sono a completa discrezione degli enti (come Carte Prepagate; Paypal; EntroPay ecc. ecc.)

Infine, come ultima spiaggia, la denuncia presso la Polizia Postale.

Che dire, state attenti e… Buoni Acquisti!!!

Fonte: Guardiamoci Le Spalle

Gepas

Non fare la fila

set 22

Assegni: Resto su Assegni Circolari

Fonte: Guardiamoci Le Spalle

Salve a Tutti,

oggi parleremo di un mezzo di pagamento ancora molto utilizzato sia dai consumatori che dai truffatori: L’Assegno Circolare (assolutamento differente dall’Assegno Bancario).

Da Wikipedia
Gli assegni circolari sono predisposti dall’istituto bancario quando il denaro necessario al pagamento è già disponibile presso l’istituto stesso.

Perfetto, quindi significa che se ricevo un assegno Circolare a mio nome posso tranquillamente incassarlo senza problemi di sorta, poichè è già stato versata una “provvista” per quel titolo. Per capirci, è lo strumento più accettato dalle concessionarie al momento della vendita di un’automobile.

Dovendo metterci nella testa di un truffatore l’unico aspetto che potremmo considerare sarebbe accertarci se quell’assegno è valido oppure no, cioè se non è stato rubato/riprodotto ecc.
Il problema si risolve facilmente, si contatta l’istituto di credito e si chiede la “Benemissione” del titolo.

Problema di Oggi:

E se su quel titolo fosse stata fatta qualche modifica? (ovviamente non riscontrabile di primo acchito)

Facciamo un esempio:

Il Truffatore si reca presso un’azienda vinicola per acquistare 100 bottiglie di vino del valore di 10 euro l’una (quindi 1000 Euro di spesa).
Ha tuttavia portato con se un assegno circolare del valore di 1500 euro già intestato all’azienda, poichè riteneva di dover spendere di più.
Ora arriva il bello (per modo di dire), il truffatore chiede il “resto” sull’assegno (ovviamente in contanti) e dice che verrà a prendere le bottiglie di vino in un secondo momento con un’auto più capiente.
Guarda caso è sabato (banche chiuse).

Quindi cosa accade:

1- Il Venditore ha in mano un titolo che apparentemente vale 1500 euro.
2- Il Venditore si fida ulteriormente poichè vede che l’acquirente lascia la merce presso l’azienda.

Quindi non esita un istante e cede 500 euro di “resto” all’acquirente/truffatore.

Il Truffatore sparisce senza lasciare traccia con 500 euro in contanti mentre il venditore/truffato ha in mano un titolo che vale poco o niente (poteva essere un assegno circolare regolare di 10 euro).

RicordateVi un cosa, vi sono persone che studiano strategie per ingannare il prossimo e prima o poi ci proverenno anche con Voi.
L’unica accortezza da fare è (come al solito) informarvi prima, con telefonate alla Banca o rimandando la transazione (anche se apparentemente conveniente) se vi sono i presupposti per prendere una “fregatura”.

Fonte: Guardiamoci Le Spalle

set 20

Pishing

Fonte: Guardiamoci Le Spalle

Salve a Tutti,

oggi parleremo di “Phishing”.

Da Wikipedia:
In ambito informatico il phishing (“spillaggio (di dati sensibili)”, in italiano) è una attività illegale che sfrutta una tecnica di ingegneria sociale, ed è utilizzata per ottenere l’accesso a informazioni personali o riservate con la finalità del furto d’identità mediante l’utilizzo delle comunicazioni elettroniche, soprattutto messaggi di posta elettronica fasulli o messaggi istantanei, ma anche contatti telefonici ecc.

Facciamo degli esempi concreti:
Ricevete una mail da Poste Italiane (Bancoposta) in cui vi informano che dovete accedere al sito per svariati motivi (scadenza password; offerte particolari ecc.).
Ovviamente sulla mail avete il link per accedere all’Area Riservata dove cliccandoci verrete reindirizzati su quello che apparentemente è il sito corretto (infatti la pagina che apparirà davanti a Voi sarà assolutamente uguale a quella originale) e Vi verranno chiesti i famosi codici segreti (per es. Login e Password del proprio Conto Corrente).
Tuttavia alzando lo sguardo sulla barra dell’indirizzo web noterete che il sito al quale Vi siete connessi non è quello “ufficiale” di Poste Italiane e potrete così evitare una classica frode informatica in cui sono vittime migliaia di utenti.

Tale frode è stata utilizzata per la Prima Volta nel lontano 1996 ma è tuttora usata, soprattutto colpendo sui grandi numeri (utilizzeranno sempre il nome di grossi istituti di Credito oppure di grosse società come eBay ecc.)

Infine considerate che non esiste alcun Istituto di Credito che richiede i propri dati personali via Mail.

Deto questo, che dire… non “Abboccate”!

Fonte: Guardiamoci Le Spalle

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